Ora sono seriamente preoccupato.
Mi manca ieri.
L’abbagliante luce della notte. Le parole veloci e i pensieri.
Oggi si scava scava scava.
Luce e lacrime sorridenti.
Gli Architetti limpidi scintillano.
Le porte scorrono aprendosi. Stop. Le porte scorrono chiudendosi.
Luce.
Per te è nata Venere da Urano.
Ci sono molte ragioni per cui vale la pena alzarsi a guardare l’alba. Per pescare. Per mungere. Per andare a sciare. Per stupire il sole.
Riposati, distenditi, respira un’altra volta
Ricordati, rispondigli poi fai una giravolta
Rigirati, rialzati, vai bussa alla sua porta
Risvegliati, sorprenditi poi corri o sarai morta.
15 dicembre 2012
Autobus 5 fino alla stazione di Novara. Autobus STN fino al terminal 2 di Malpensa. Volo Easyjet da Milano a Palermo. Autobus Prestia e Comandè fino al Politeama. Mal di testa. B&B Ai Viceré dietro al Teatro Massimo. Cena allo Sparviero, non gentilissimi, io pizza Margheritona (margherita con bufala) mamma pizza con cipolle e altro. Formica in camera. Nanna.
16 dicembre 2012
Sveglia. Doccia. Per andare in bagno che è in corridoio si passa dalla stanza della colazione. Colazione, ci parla la mamma di Luca proprietario del B&B. Passeggiata oltre il Politeama. Parata di danzatori di fronte a sindaco e presidente della regione. Presepio dentro il politeama. Mare. Supermercato Coop. Pranzo in camera, due panini prosciutto cotto, due salame. Concerto di Natale in tv. Camminata via Sant’Agostino, Cattedrale con battesimi e presepio. Vicoli di Ballarò. Chiesa di San Cataldo a pagamento normanna. Fontana di fronte al municipio. Piazza della Borsa. San Francesco. Piazza Marina. Ritorno a casa. Teatro Massimo illuminato. Riposo in camera. Cena al ristorante Tosca, cortesissimo. Ravioli con pesci, frittura mista per mamma, filetto al pepe verde per me. Casa. Doccia. Nanna.
17 dicembre 2012
Colazione. Via Maqueda. Libreria sui Quattro Canti. San Giuseppe dei Teatini, messa con soli uomini (una sola donna). La Martorana chiusa per restauri. Via Roma, Sant’Antonio ha una porta aperta ma bloccata da due sedie, non guardiamo. Facciamo la strada che porta da via Roma a piazza XIII Vittime. Cortile con le botteghe di argentai. Entriamo in Santa Maria di Valverde e San Giorgio dei Genovesi dove c’è appena stato un matrimonio. Caserma su piazza XIII Vittime. Mondadori store ma non c’è il libro che vuole mamma. Coop e pranzo a casa. Torniamo al mare. Passeggiamo sul lungomare fino alla Cala. Ci sediamo su una panchina. Passiamo davanti a Santa Maria della Catena e arriviamo a Santa Maria dello Spasimo che però è chiusa alle visite. Case povere, gente povera. Entriamo a La Magione e a Palazzo Aiutamicristo. Ceniamo al Sesto Canto.
18 dicembre 2012
Colazione. Torta di cioccolato di Luca. Piazza del politeama. Mare. Lungomare. Castello a mare. Cala, stessa panchina di ieri. Lungomare. Passeggiata delle cattive. Il giardino di Villa Giulia. Due panini alla coffe house. L’orto botanico da fuori. La stazione. Via Roma fino alla continuazione di via Sant’Agostino. La strada per il teatro che facevo due anni fa. Casa. Piove appena in tempo. Piove tutto il pomeriggio. Le Stanze del Gattopardo e via Maqueda. Coop per la cena e il pranzo di domani. Casa.
19 dicembre 2012
Colazione. Mercato del capo più pulito di due anni fa. Comprato un euro di mandarini all’angolo. Il mercato del Capo ha il culo più bello. Affittato 500 bianca alla Maggiore. Sagesta. Tempio. Pranzo con panini. Cane bianco affamato. Bus fino ad acropoli e teatro. Cane nero affamato. In auto fino ad Erice. Mamma quasi muore per la salita in macchina a bordo scarpata. Chiesa e campanile chiusi. Castello chiuso. Discesa a Trapani. Residence La Gancia in piazza mercato del pesce. Mamma si ricorda di averlo già visto ma non capiamo quando. Riposo. In tv Indovina chi viene a cena. Doccia. Passeggiata in corso Vittorio Emanuele, torre dell’orologio e porta scura. Vento straordinario. C’è un pozzo nel residence a terra coperto da un vetro. Cena in oscena couscouseria che non ha il cous cous. La madre cuoca litiga col figlio cameriere su dove ha parcheggiato la macchina. Ritorno in residence. Il suono del vento, nel buio a letto.
20 dicembre 2012
Colazione in terrazza. Partenza. Passiamo tangenti a Marsala ma troppo traffico per raggiungere il centro. Guidiamo tra le saline. Visitiamo le cave di Cusa. Spesa e bancomat. Selinunte. Tempio, pranzo, acropoli. Partenza per Agrigento. Visita al museo archeologico e arrivo a Villa Athena. Camera 303. Prima parte dei Dieci Comandamenti. Passeggiata per il corso e cena a La posata di Federico II. Il vicino di tavolo è brillo e protesta per il conto. Una coppia di stranieri di Villa Athena cena all’angolo. Ritorno in hotel.
21 dicembre 2012
Sveglia presto. Guardiamo il tempio della concordia dalla finestra. Giro in giardino mentre un inserviente fa cadere le olive da un albero. Colazione con la stessa coppia che era al ristorante la sera prima. Visitiamo la valle dei templi, andata e ritorno, discesa e salita. Al ritorno stop con conversazione sul lavoro con due dipendenti siciliani nel momento in cui sarebbe dovuto finire il mondo. Riprendiamo l’auto e andiamo alla Villa Romana al Casale, poco a sud di Piazza Armerina. Parcheggiatore abusivo due euro. Pizzetta per me. Visita stupenda. Umidità. Mamma mangia i panini con la bresaola. Destinazione Ragusa. Il Tom Tom ci porta erroneamente in cima ad una montagna. Passiamo a Grammichele, foto della piazza per Ciccio Tornello. Nebbia come poche volte a Novara. Non si vede nulla. Da Ragusa alta a Ragusa bassa la nebbia scompare. Arrivo all’hotel Antica Badia. Gli affidiamo l’auto. Abbiamo la camera Fresia. Visita alla chiesa di fronte, messa in corso. Anziano pasciuto organista, cantiamo il santo. Rumori di fondo dalle casse inimmaginabili. Passeggiata breve per i negozio di via Roma. Scendiamo i 342 gradini fino a Ragusa Ibla. Sentiamo dalle case la seconda parte dei Dieci Comandamenti. Camminiamo fino al duomo e per l’area pedonale. Ceniamo al ristorante Barocco, cucina come se fosse casa. Anonimo. Tagliere salumi, ravioli ricotta sugo di maiale per me, bistecca alla palermitana con insalata mista per mamma. Taxi fino all’albergo con chiacchierata sul mercato immobiliare.
22 dicembre 2012
Partenza per Siracusa. In auto passiamo senza fermarci da Modica. Sosta a Noto. Vediamo il teatro, il corso, il museo insignificante e la chiesa che ci sta di fronte. Altoparlanti in filodiffusione per il corso suonano canzoni di natale. Non vediamo l’interno del duomo, troppi scalini, e neppure la sala degli specchi per matrimonio in corso. Pranzo al sacco, panini con bresaola e mandarini, nello spiazzo a fine corso. Ripartiamo per Siracusa. Visita al parco archeologico. Teatro greco, orecchio di Dionigi, anfiteatro romano. Visita al museo archeologico Paolo Orsi. L’Elmo di Ierone dal British Museum. Andiamo sull’isola Ortigia al nostro Bed and Breakfast Via della Giudecca. Camera 4B. Parcheggio la macchina sul lungomare. Passeggiamo per il centro. Compriamo il viaggio in Sicilia di Goethe. Piazza Archimede, Piazza Duomo, la Fonte Aretusa. Negozi e di nuovo in camera. Usciamo per la cena sul lungomare. Unici clienti del ristorante. Torniamo in camera.
23 dicembre 2012
Colazione al piano terra. Lavorano all’impianto elettrico. La luce viene e va. Partiamo per Taormina. Parcheggiamo e prendiamo la funivia. Salita in cabina 5. Il bar Shaker dove andava Tennessee Williams. Passeggiata per il corso. Negozi. Smoking Canali. L’Etna fuma. Teatro greco. Il bigliettaio dice di avere casa vicino a Mortara. Bello ma… più magico a Segesta. Pranzo kebap e tè dalla signora nel basso. Discesa in cabina 1. In auto fino a Catania. UNA Hotel, camera 523. Passeggiata in via etnea fino al duomo. Fontana che scarica nel canale. Mendicanti con cani ovunque. Giro nel cortile del palazzo del governo, o ex. Bel tavolo per il giardino. Rinascente. Compriamo i pantaloncini corti in armeria. Camera e riposo. Palestra dell’hotel. Cena in terrazza al Etnea Roof con vista sull’Etna. Mai mangiato così bene. Nanna.
24 dicembre 2012
Sveglia alle 7.30. Telegiornale. Doccia. Colazione in terrazza. Ottima come la cena. Paghiamo e prendiamo l’auto dal garage sotterraneo. Facciamo il pieno dal benzinaio sulla strada per l’aeroporto. Lasciamo la nostra 500 alla Maggiore. C’è un’ammaccatura sotto la portiera destra. Non ho idea di come possa essere successo. Il signor Maggiore lascia correre, è Natale. Aeroporto di Catania, ci buttano doccia schiuma e shampoo che erano nella valigia di mamma. Partiamo alle 14.30 dopo quattro ore di attesa interminabili. Autobus fino alla Stazione di Novara. Mando a fare in culo il tabaccaio che non mi vende i biglietti del bus con 50 euro. Prendiamo un taxi, arriviamo a casa, facciamo la spesa e scarico le 1564 foto.
“Carne a coprire, sangue a scorrere.
Ingoierò, espellerò e nel frattempo mi divertirò ad odiarti.”
Dexter Gordon suona il suo sax senza guardarmi. Non guarda nessuno. Elegante, con le dita grosse che brillano più delle chiavi. La luce alle spalle. Gli occhi sono chiusi. Sta bene. Sembra che le note non escano a vibrare nell’aria, che le stia solo immaginando. C’è un fantasma accanto al suo cappello, alla sua sinistra. Ce n’è uno anche accanto a me. È il 1948 e continua a suonare fino a questa sera.
Quando le pile sono scariche la musica nelle cuffiette comincia a distorcersi. Il nastro non scorre più lento. Si abbassa il volume. Si ferma. Scattano lo stop e il play, lo stop e il play. Non gira più la cassetta, è ferma nel 1985.